REQUIEM in re minore

 

K 626

 

Wolfgang Amadeus MOZART

 (Salisburgo, 27 gennaio 1756 – Vienna, 5 dicembre 1791)

 

Per Soli, Coro e Orchestra

 

CORO  CANTORES MUNDI

 

ORCHESTRA  

con  strumenti storici . diapason Hz 430

  

SOLI

Fulvia Campora    Soprano

Nikos Angelis   Alto

Riccardo Rigo   Tenore            

Roberto Brustia   Basso

 

Direzione    MARA COLOMBO

 

 

 

 

 

INTROITUS

Requiem -  Adagio  -  Soprano e Coro

 

KYRIE - Allegro – Coro

 

SEQUENTIA  

Dies irae - Allegro assai  - Coro

Tuba mirum - Andante  - Soli

Rex tremendae - Grave  - Coro

Recordare - Andante  - Soli

Confutatis - Andante  - Coro

Lacrimosa - Larghetto - Coro

 

OFFERTORIUM

Domine Jesu Christe  -  Andante con moto   

Soli  e Coro

Hostias - Andante  Coro

 

SANCTUS  -  Adagio  Coro

Osanna - Allegro  -   Coro

 

BENEDICTUS  -  Andante   Soli

Osanna - Allegro  Coro

 

AGNUS DEI  -  Coro

 

COMMUNIO  

Lux aeterna  -  Allegro. Adagio -   Soprano e Coro


venerdì 15  dicembre 2017

Quarona  (VC) - chiesa di San  Antonio 

ore 21:00

 

sabato 16  dicembre 2017

Grignasco (NO)

chiesa di

M. V. Assunta  

 

ore 21:00

 

__________________

 

 

M.A. Charpentier 

 

  

LITANIE A LA VIERGE H 83

a sei voci,

due dessus de violes

e basso continuo

 

MAGNIFICAT H 80

per archi, basso continuo e soli

Mara Fantini,

Riccardo Rigo,

Agnese Pancera,

Remy Coates,

Roberto Cerri

 

TE DEUM H146

Coro polifonico Cantores Mundi, Orchestra barocca Triacamusicale e Soli

Fulvia Campora,

Paola Ferracin, soprani

Nikos Angelis, haute-contre

Baltazar Zuniga Hernandez, tenore 

Roberto Brustia, basso

 

Mara Colombo, direzione

 

___________________________________

 

evento inserito nella programmazione

della X edizione del

Festival Internazionale di

Musica Antica

 

Gaudete!


17, 22, 23 Dicembre 2016

 

ASTRI DI LUCE NELLA NOTTE SANTA

 

Riflessioni musicali

in tempo

di Avvento 

 

 

 

 

 

 

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Antonio Canova  (Possagno 1757 - Venezia 1822)

Monumento funebre a Maria Cristina d'Austria, Augustinerkirche, Vienna

Francesco Cavalli (Crema 1602 - Venezia 1676)

Missa pro defunctis (Requiem)

octo vocibus (1675) 

 

 

 

1 novembre 2016

chiesa di San Giovanni Battista Serravalle Sesia (VC)

ore 21:00

 

evento inserito nella programmazione

della IX edizione del

Festival Internazionale di

Musica Antica

Gaudete!

 

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Concerto di Natale

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Vivifice Spiritus Vitae Vis (2015)

L'opera musicale di Guido Morini, interpretata dal Coro Cartores Mundi con l'ensemble strumentale Triacamusicale.

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Vivifice Spiritus Vitae Vis.


Da sempre la realtà dello Spirito santo – ritenuta nella fede cristiana la seconda Persona della Trinità divina – sfugge a ogni individuazione particolare. Lo Spirito “soffia” invisibile, ma pur pervade ogni cuore in cui costruisce e ritrova la sua dimora, appunto il tempio dello Spirito santo. Alcuni scrittori dell’antichità cristiana, per togliere qualche velo dal mistero e renderlo meno inaccessibile e scandaloso, si sono avvicinati alla Trinità con l’immagine della rosa: le radici sotto terra da cui tutto nasce sono il Padre; l’albero della rosa con i suoi rami e i fiori ben visibili e tangibili sono il Figlio. Lo Spirito santo è il profumo che si diffonde inarrestabile, tutto pervade lasciando una traccia d’aroma suggestivo e invisibile.


Nonostante tutti i mezzi comunicativi e le tecniche d’avanguardia in ogni settore, non è facile neppure oggi immaginare e delineare questa presenza-assenza dello Spirito che attraversa i tempi e i territori del consorzio umano, e con il suo soffio desta alla vita. Poeti, musici, architetti, artisti di carriera e ingenui principianti si cimentano da sempre nel tentativo di dare un corpo (iconografico, sonoro, verbale) all’Ineffabile e Invisibile. Più che riempire qualcosa, ci si ritrova svuotati di tutto. Perché è nello spazio illimitato del cuore che risuona il silenzio della Voce, che rifulge lo splendore dell’Invisibile, che si tocca con l’uno e l’altro senso il roveto ardente della Presenza. 


A questo punto una cosa è chiara. Colui che non si può rappresentare può tutta via essere “presentato”, nel senso che può essere quasi costretto a rendersi presente: dal gemito dei lattanti, dall’urlo dei giusti sacrificati nell’assassinio, dal grido senza parole dell’adorazione, dal silenzio risonante dell’amore... 


L’oratorio “Vivifice Spiritus Vitae Vis” non è semplicemente un pezzo musicale da eseguire con un nutrito apparato di protagonisti vocali. È qualcosa di più, trascende l’evento culturale. È un momento di culto, di resa incondizionata dell’uomo che sente l’invito del Padre a mettersi alla sequela del Figlio crocefisso e risorto. Sotto la guida dello Spirito. Lo Spirito che più volte è stato avvertito presente e protagonista di momenti epocali: dalla creazione al deserto, dal Golgotha all’Ascensione del risorto alla destra del Padre.

 L’autore s’affaccia su questi scenari cosmici e riesce a penetrare nelle diverse situazioni che s’illuminano nella meditazione-ruminazione dei testi biblici e liturgici scelti da Ettore Garioni e armonizzati in un fruttuoso dialogo. Il compositore di musica e l’esperto di testi hanno scritto, ciascuno, la propria parte. Non sono, tuttavia, gli unici protagonisti attivi nella produzione dell’oratorio. L’opera nasce all’interno di una comunità che da anni, sotto la guida sapiente di don Piero Panzetti, è alla ricerca di D-i-o. In un itinerario che privilegia il canto nella sua essenzialità, senza trascurare gli aspetti sonori e timbrici che contraddistinguono ormai la Cappella Musicale della Cattedrale di Lodi. 


In tale contesto si trova a operare il musicista che vive nel presente e, proprio per questo fatto, riesce a rendersi contemporaneo sia dell’uomo agli albori della storia sia dei profeti d’Israele, sia ancora dei santi della Chiesa di Cristo e dei martiri dei nostri giorni. Da quest’esperienza trae suggestioni per condividere con tutti noi – non più ascoltatori, ma reali partecipi al suo stesso cammino “spirituale” – le peripezie dell’incontro/scontro con D-i-o: la sorpresa e lo smarrimento, la scoperta del proprio nulla e la coscienza dell’onnipotenza dell’amore.

Ogni momento del racconto – una confessione “agostiniana” che la Chiesa rinnova ogni anno nel ciclo delle celebrazioni liturgiche – trova un’adeguata espressione grazie al calibrato intervento musicale costruito dalle mani esperte di un artigiano. Egli ha tracciato l’itinerario che percorreranno i solisti e il coro in dialogo con l’organo. Nova et vetera plasmano insieme un linguaggio vocale che fa tesoro della tradizione e accoglie i suggerimenti di un’avanguardia prudente e rispettosa.

Forme e stili diversi s’intrecciano, supportati da un caleidoscopio di timbri che si rincorrono e mutano di spessore senza mai prevaricare, con l’intento di giungere alla sin-fonia finale. Essa trova la sua più compiuta realizzazione nella sequenza Veni sancte Spiritus. Quando la professione di fede, sugellata dall’Amen, sfocia nell’Alleluia proclamato sette volte in un crescendo inarrestabile. Si rivela qui la totale adesione alla Parola. Adesione del coro al testo, reso plastico dalla linea melodica. Adesione di tutti alla Parola che il testo sempre nasconde e rivela nel momento in cui non siamo più noi che leggiamo e ascoltiamo, ma è lo Spirito che suggerisce e illumina. Vivifice Spiritus Vitae Vis


Giacomo Baroffio